CASA SERENA, LA CURIA SMENTISCE OGNI RESPONSABILITA’
Il delegato vescovile Giovanni Selvino chiarisce che la chiusura della Casa di Riposo non è addebitabile alla Curia Diocesana
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La Curia diocesana smentisce categoricamente le notizie apparse su alcuni organi di stampa circa un suo coinvolgimento diretto nella vertenza relativa alla “Casa Serena don Enrico Smaldone” di Angri. La Curia, nella persona del Vescovo, Mons. Gioacchino Illiano, è solo proprietaria, per lascito testamentario, della struttura ospitante la casa di riposo e dell’area circostante e, quindi, non ha alcun legame con le vicende gestionali della stessa.
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La casa di riposo è stata, infatti, gestita sin dalla sua fondazione dalla Congrega di S. Margherita, che a giugno u.s. comunicava alla proprietà di non essere più in grado di continuare l’opera assistenziale per le perdite accumulate nel tempo. Le difficoltà finanziarie dell’Ente gestore, pure essendo importanti e significative nella valutazione della situazione esistente, diventano addirittura secondarie alla luce di quanto registratosi e che di seguito fedelmente si riporta:
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• In data 10.05.08 con nota n.S/745/22- 1 “P”, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute N.A.S. di Salerno – il cui intervento era stato richiesto e sollecitato dalle stesse maestranze ora in lotta - comunicava al Comune, all’ASL SA 1 – Dipartimento di Prevenzione – Unità Operativa Igiene Urbana e Ambientale, al Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Salerno, Ufficio Polizia Giudiziaria, alla Procura di Salerno e p.c. alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore l’esito della propria ispezione che evidenziava “all’interno della struttura carenze igienico sanitarie e strutturali;
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•In data 09.07.08 il Comune di Angri emetteva l’ordinanza n.120 con la quale, richiamando il verbale emesso dai NAS e la conseguente nota n.829 del 7/07 emessa dal citato Ufficio dell’ASL Salerno 1, si ordinava al legale rappresentante dell’Ente gestore (Congrega di S. Margherita) ben 11 prescrizioni inerenti le carenze riscontrate, tra le quali spiccano: a) servizi igienici interni alle camere (17 per piano) sforniti di areazione naturale e presentanti macchie di umidità, muffa alle pareti, scrostature d’intonaco e impianto di areazione non funzionante; b) pavimentazione dei corridoi e delle stanze risulta disconnessa ed avvallata in più parti; c) molti infissi sono rotti e abbisognevoli di sostituzione e di manutenzione; d) gli arredi sono di vecchia fattura e necessitano di sostituzione; e) l’accesso ai piani è garantito da scala interna e ascensore non idoneo alle persone diversamente abili.
Detta ordinanza dispone inoltre che gli utenti non autosufficienti vengano dimessi dalla struttura, nel più breve tempo possibile e richiama poi il Regolamento Regionale n.6 del 18.12.2006 che impone l’obbligo di adeguarsi, a pena di revoca dell’autorizzazione, ai requisiti organizzativi, funzionali e strutturali prescritti entro i termini perentori non prorogabili di due anni dalla sua entrata in vigore, scadenti il 1° gennaio p.v..
L’ordinanza, infine, recita: “La mancata osservanza delle prescrizioni nei termini assegnati (90 giorni) comporterà la revoca dell’autorizzazione provvisoria al funzionamento;
•In data 4/8/08 anche i Vigili del Fuoco di Salerno hanno trasmesso il proprio verbale di accertamento n.2 del 23/07/2008 nel quale si rilevano le contravvenzioni alla normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro e si dettano le relative “Prescrizioni a norma dell’art.20 del D. L.vo 19/2/94 n.758” e si assegna il termine di 90 giorni per l’eliminazione delle “anomalie”.
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•In data 25/09/08, ancora il Comune di Angri, questa volta per il tramite dell’U.O.C. Promozione Socio Culturale – Servizi Sociali, trasmette il parere espresso dalla Commissione per l’autorizzazione al funzionamento operante in seno al Piano di Zona ambito S1. Detta Commissione, in sintesi, richiama la normativa prevista dal già citato Regolamento Regionale (n.6/2006) ed i suoi termini improrogabili stabiliti per l’adeguamento delle strutture già esistenti, “anche se dal verbale dei carabinieri – nota la Commissione – si evince chiaramente che la struttura manca dei requisiti minimi dal punto di vista igienico – sanitario e dell’abitabilità.
In ogni caso, aggiunge, la problematica più rilevante è sicuramente quella dell’adeguamento (necessario entro il 2/1/2009) della struttura rispetto ai requisiti strutturali, organizzativi e funzionali previsti dal Regolamento vigente”.
Alla luce di quanto riportato e per amore della verità, a determinare la chiusura di Casa Serena è stato l’obbligo di operare un radicale intervento strutturale ed una sua trasformazione nel senso stabilito dal nuovo quadro legislativo in uno alla mancanza delle risorse finanziarie non trascurabili occorrenti.
Diocesi di Nocera Inferiore – Sarno
84014 NOCERA INFERIORE
Il Delegato Vescovile
Dr. Giovanni Selvino
Nocera Inferiore, 24/11/2008
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